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Lo sguardo che parla: il trucco maschile tra storia, culture e futuro


Quante volte ci siamo soffermati a osservare uno sguardo? Quel dettaglio che racconta, incuriosisce, seduce. Eppure, per quanto il trucco abbia da sempre esaltato la bellezza femminile, nel mondo occidentale il make-up maschile è rimasto un tabù o un’eccezione per pochi coraggiosi.

E se vi dicessi che in molte culture il trucco maschile non solo è normale, ma è addirittura un’arte? Prendiamo gli antichi egizi: i loro faraoni e nobili indossavano kajal nero sugli occhi, non solo per estetica, ma anche per proteggersi dal sole e per ragioni spirituali. Oppure gli arabi, che da secoli adornano lo sguardo con linee scure, riga interna, per esaltare profondità e mistero. Non sono segni di appartenenza o di identità di genere, ma veri e propri simboli di bellezza, potere e cura di sé.

Oggi, nel nostro mondo occidentale, il trucco maschile sta pian piano uscendo dall’ombra: dalle passerelle ai social, molti uomini scelgono di colorare le ciglia, disegnare la riga, o perché no, tingersi le unghie, rompendo stereotipi e regole rigide.

Il mio invito? Apriamo la mente e gli occhi (letteralmente) a una bellezza senza confini, senza etichette. Perché prendersi cura di sé non ha sesso, e valorizzare lo sguardo è un’arte universale.
< Ely Mode On >   

 Lo sguardo è il primo trucco che mettiamo ogni mattina. Impariamo a decorarlo senza vergogna.  

< Ely Mode Off > 


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